EPISODIO 14 Stagione 2: Libri e Sport

Song we are gonna win Bryan  adams
Convenevoli
FB6
Open Day 26 Maggio all’ISEO

PIETRO MERVIC
Atleti : Maradona, Tomek Mackiewicz, Veronica Yoko Plebani

FILM: point break, free solo, le nuotatrici
SONG: Bitter Sweet Symphony (INTRO LUNGHISSIMA. 1 Minuto!)
Ho pensato a questi 5 titoli:
https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858147481De arte gymnasticaDa Maratona ad Atene con le ali ai piediAndrea MarcolongoE se provassimo per una volta a ‘correre come correvano i Greci’? Amanti del running oppure no, una cosa è certa. Tutto è cambiato dall’epoca di Filippide a oggi – la tecnologia, la politica, la scienza, la guerra, il modo di scrivere, di mangiare, di viaggiare, persino il clima –, ma due cose sono rimaste invariate: i nostri muscoli e quei maledettissimi 41,8 km che separano Maratona dall’acropoli di Atene. Proprio quelli che ho intenzione di correre.Perché corriamo? Perché tutto questo affannarsi e faticare? Cosa racconta di noi questa continua ricerca di muscoli e sudore? Ancora una volta dobbiamo risalire il tempo e tornare ai Greci, i primi che si chiesero perché mettiamo alla prova noi stessi misurandoci contro gli altri. Il famoso motto mens sana in corpore sano dice del valore che gli Antichi attribuivano a tali prove, tanto che le Olimpiadi erano l’unico periodo in cui le armi dovevano necessariamente tacere.Andrea Marcolongo, dopo anni trascorsi tra libri e grammatiche a provare a ‘pensare come pensavano i Greci’, ha cominciato ad allenarsi e ha provato a ‘correre come correvano i Greci’. E lo ha fatto utilizzando come strumento di accompagnamento il primo manuale di sport della storia, il De arte gymnastica del filosofo Filostrato. Fino al folle proposito finale: correre una maratona, anzi, la maratona, i 41,8 km che separano Maratona da Atene percorsi duemilacinquecento anni fa dal soldato Filippide, prima di stramazzare a terra per la troppa fatica.


https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-straniera/open-andre-agassi-9788806229726/Andre AgassiOpenLa mia storia J.R. Moehringer
Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l’odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l’autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l’orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l’austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.

https://www.amazon.it/Playground-New-York-Daniele-Vecchi/dp/8887676704

MONTECARLO + ALCAZAR vs SINNER
SONG: Runnin Wild Airbourne
Playground In New YorkDaniele Vecchi
Il profumo dell’asfalto caldo, l’asfalto sotto il sole cocente, senza un filo d’erba intorno e con la fontanella più vicina a un miglio di distanza. Asfalto, sudore, reti metalliche, il rumore compresso del pallone a spicchi che rimbalza sul playground, sei ballers che si sfidano, che si insultano, che sgomitano, che si spintonano, che segnano, che fanno pesare all’avversario la bellezza del canestro che hanno appena fatto. Il gioco, quello vero. Nessun miliardario sponsorizzato in cerca di avventure e molte fedine penali luride, ma immenso e smisurato amore per il gioco. Il gioco, quello vero, è in strada, è nei playground. E quando si parla di playground e di gioco di strada, le parole sono solamente due: New York. Nella Big Apple il gioco è duro, i gomiti volano perennemente alti, le discussioni e le risse sono quasi all’ordine del giorno. Non importa se tu hai la tecnica, se tu la metti da fuori o se sei un grande penetratore, tu straniero che vuoi giocare nei playground di New York devi avere una cosa sola: coraggio. Il coraggio di metterti in discussione, di intrometterti in mezzo ad un gruppo di gioviali, spavaldi e rumorosi ragazzi afroamericani e di fargli capire che tu vuoi giocare, che non hai paura. Playground in New York è una raccolta di storie vere, uno spaccato di vita vissuta in prima persona in una ventina di playground newyorkesi.


PLAYOFF NBA
Parliamo dei numeri di Maglia ritiratihttps://www.ilpost.it/2023/04/12/new-york-yankees-numeri-maglia-ritirati/?utm_medium=social&utm_source=facebook&utm_campaign=lancio

SONG: VAMOS A LA PLAYA
E’ un connubio strano quello tra il club belga del Saint Gilloise, rivelazione di questa Europa League, e la hit di Righeira, Vamos a La Playa. I tifosi gialloblu hanno spesso utilizzato la hit datata 1983 come coro, rendendolo un inno non ufficiale della squadra.

CHAMPIONS LEAGUE
Il maledetto UnitedDavid PeaceNel 1974 Brian Clough, ex calciatore noto per i suoi tanti trionfi , accetta di succedere al leggendario Don Revie e allenare una delle squadre più difficili del campionato di calcio inglese: il Leeds United. Giocatori altezzosi, competitivi, in cima alla classifica, ma aggressivi e scorretti. Disposti a tutto pur di vincere. Clough sa che non sarà semplice far funzionare le cose, eppure non rifiuta l’incarico, spinto da un orgoglio infinito e nella convinzione di poter trasformare il Leeds in una squadra che vince senza imbrogliare. Inizia così la cronaca avvincente e disperata dei quarantaquattro giorni di uno dei più carismatici e controversi allenatori di calcio. Brian Clough è un uomo ambizioso, incontenibile e, nonostante gli enormi difetti, sostenuto da un fortissimo senso morale. La sua è una lotta quotidiana contro una squadra che odia, peraltro ricambiato, e contro fantasmi che non smettono di perseguitarlo nelle notti insonni, fra alcol e sigarette. Il maledetto United è un romanzo che rimbalza tra passato e presente, paranoia e lucidità, che scava nella realtà e la trasfigura fino a riportarla alla sua essenza più brutale, tra la paura del fallimento e la fame di successo. David Peace, con il suo inconfondibile stile – palpitante, tagliente, dal ritmo inesorabile – e con grazia miracolosa, riporta in vita gli irruenti anni settanta del calcio inglese, consegnando ai lettori un libro che è già un culto.
MAR DEL PLATA

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Siamo in Argentina nel periodo a cavallo tra il 1976 e il 1981, quello della sanguinosa dittatura del generale Videla, quello dei desaparecidos. La nostra storia accade proprio nel 1978 anno in cui il mondo era distratto dai mondiali di calcio giocati proprio in terra argentina. Protagonista del racconto è il Plata Rugby Club, una squadra di giovani che lottano e amano quella palla ovale, perché “nel rugby, come nella vita, contano il fisico, il cuore, l’intelligenza e la voglia di resistere, uniti, lottando”. Una squadra che vince e che comincia a farsi conoscere. 
SONG: GOD SAVE THE QUEEN
King’s league Dettagli
Pronostici Champions 
L’Italia si candida per ospitare Euro 2032 La Uefa ha comunicato le candidature ufficiali per ospitare i Campionati Europei 2028 e 2032. Per il 2028 si sono fatti avanti congiuntamente Regno Unito e Irlanda, sfidate dalla Turchia che si è candidata anche per il 2032 proprio come l’Italia.Per l’Italia, le città designate ad ospitare la fase finale dell’Europeo sono Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Cagliari. La città di Palermo continuerà a essere coinvolta nell’iter a supporto della candidatura.Il Comitato Esecutivo prenderà in considerazione le candidature e darà una risposta ufficiale il 10 ottobre: solo allora sapremo se l’Europeo 2032 si terrà in Italia. E mondiale 2035 di Rugby
Motogp
Consiglio: Drive to survive


SONG: IN VINO VERITAS
La Playlist della puntata

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