IL RISCHIO VULCANICO A MILANO

MILANO, UNA CITTA’ A BASSO RISCHIO DI SISMICITA’

puy de come

Negli ultimi dieci anni Milano è stata teatro di lievi scosse sismiche che, pur non causando danni a cose o persone, hanno risollevato l’interesse per quello che potrebbe essere il rischio sismico della nostra città. “Nessun serio pericolo”, hanno sostenuto i geologi, in quanto la regione su cui sorge Milano “è a bassissimo rischio di sismicità”.

I VULCANI PIU’ VICINI

Monte-Amiata

E per quanto riguarda il rischio vulcanico? A un primo esame Milano ne risulterebbe totalmente estranea. Basti pensare che i primi potenziali pericoli costituiti dai vulcani di Lazio e Umbria o dal Monte Amiata e dall’isola Capraia in Toscana sarebbero, oltre che spenti da decine di migliaia di anni, semplicemente troppo lontani. I più esperti in materia potrebbero ricordare che anche i Monti Bèrici e i Colli Euganei del Veneto sono di origine vulcanica, ma, anche questi, spenti da milioni di anni, sarebbero a distanza di sicurezza. E troppo lontani sarebbero anche i vulcani francesi del Massiccio Centrale e quelli tedeschi della zona dell’Eifel.

IL PIU’ PERICOLOSO

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A un’analisi più accurata il vulcano potenzialmente più pericoloso per Milano, nonostante l’elevata distanza, risulterebbe essere la caldera dei Campi Flegrei, in Campania, per via della natura stessa del soggetto in questione: un “supervulcano”, che circa 37.000 anni fa esplose proiettando nell’atmosfera un volume di ceneri e di altro materiale eruttivo pari a 100 km cubi. Un’eruzione del genere avrebbe effetti devastanti sul clima e quindi sull’economia dell’intera Europa, ma non costituirebbe comunque un pericolo concreto di distruzione per la città di Milano.

IL PIU’ VICINO

supereruzione

Nel 2009 però in Valsesia è stato scoperto un vulcano molto più vicino e potente e, pertanto, pericoloso. Circa 280 milioni di anni fa il vulcano, conosciuto ora con il nome di Supervulcano del Sesia, è collassato, emettendo, in un’unica eruzione, più di 500 km cubi di materiale piroclastico e dando vita a una caldera di almeno 15 km di diametro. La possibilità che esploda nuovamente è vicina allo zero assoluto, ma, se dovesse succedere e se l’eruzione fosse di pari intensità, Milano verrebbe inghiottita dalle nubi ardenti provenienti dal vulcano e scomparirebbe nel giro di pochi minuti.

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