STADI DI PASSIONE E UN ANTICO CAMPIONE

LO STADIO DI SAN SIRO

San_Siro_Vista_Esterna

Lo stadio di Milano è ora per tutti San Siro, il tempio del calcio, dal 2 marzo del 1980 dedicato a Giuseppe Meazza, indimenticato campione dell’Inter, che negli ultimi anni della sua carriera ha giocato anche nel Milan, da molti considerato il più forte calciatore italiano di ogni tempo. L’impianto, voluto dall’allora presidente rossonero Piero Pirelli, iniziato nel 1925, è stato inaugurato già l’anno successivo. Negli anni Cinquanta del secolo scorso venne aggiunto il secondo anello e, per i mondiali del 1990, il terzo, aumentandone la capienza fino agli attuali 83.474 posti a sedere. E’ qui che batte il cuore pulsante della Milano sportiva, il luogo per eccellenza dove trova libero sfogo il “pathos” dei milanesi.

L’ARENA

arena

Prima della nascita di San Siro lo stadio della città era l’Arena Civica; voluta nel 1805 da Napoleone Bonaparte, oltre al calcio ha ospitato un po’ di tutto: rugby, ciclismo, atletica, corse ippiche, naumachie e perfino lo spettacolo di Buffalo Bill e Toro Seduto. La sua capienza attuale è di 10.000 posti.

L’ANFITEATRO

Milano_Romana_Ticinese_Anfiteatro

E prima di questi? Sono esistiti luoghi analoghi a Milano? Direi proprio di sì. In epoca romana, tra le attuali vie Arena, Carducci e Conca del Naviglio, sorgeva l’Anfiteatro, che poteva contenere fino a 20.000 persone. Edificato nel I secolo d. C., ospitava combattimenti tra gladiatori, lotte tra uomini e animali feroci, damnatio ad bestias (pubbliche esecuzioni di condannati a essere sbranati dalle fiere) e naumachie. Di questo grandioso edificio ora è rimasto ben poco, alcune fondamenta e pochi blocchi di marmo, attualmente conservati nei sotterranei del battistero della vicina basilica di San Lorenzo.

URBICUS, UN ANTICO CAMPIONE

Urbicus

Ci è giunta eco, grazie a un’iscrizione funeraria del III secolo d. C., di un antico campione di nome Urbicus, fiorentino di nascita, ma milanese d’adozione, che, dopo aver vinto dodici volte nell’arena, era caduto al tredicesimo combattimento a soli ventidue anni, lasciando la moglie e due figlie. La folla, proprio come accade oggi a San Siro, impazziva per i propri beniamini, ponendo in essere forme di tifo che rasentavano il fanatismo e conducevano spesso a gravi disordini, come dire … niente di nuovo sotto il Sole!

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